Italiani, votate Antonio La Trippa!
by admin on May.01, 2010, under Politica
Buona parte della politica al potere oggi in Italia, dai pezzi da 90 fino al piccolo cabotaggio alla guida di piccole amministrazioni comunali, sembra accomunata da una caratteristica comune, una altissima concentrazione di brutale arroganza.
Prendiamo un esempio del primo tipo, il ministro Antonio Claudio Scajola, attualmente in odore di corruzione per aver versato una ottantina di assegni circolari (per un valore di 900000 Euro) provenienti dalla cricca Anemone, per coprire in nero il disavanzo tra quanto ufficialmente dichiarato (600000 Euro), e quanto realmente pagato per l’acquisto di un appartamento di 180 metri quadri di fronte al Colosseo.
Considerando semplicemente il fatto che qualunque romano sghignazzerebbe di una valutazione tanto ridicola per un immobile così posizionato, il sospetto di un’ evasione fiscale di questa entità, anche senza considerare in alcun modo una ipotesi di concussione in favore della banda “grandi appalti” di Anemone e Balducci, in un paese “normale” porterebbe alle immediate dimissioni di un ministro di governo.
Niente di tutto ciò: il nostro ribatte inviperito che non ci pensa nemmeno, come invece dovette fare (nel luglio 2002) in occasione del caso Biagi, quando fu beccato a rilasciare la dichiarazione che al professore, poi assassinato dalle BR, e cui era stata negata la scorta, “era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza”.
La spudorata rievocazione, da parte sua, di questo edificante precedente, fatta in occasione della sua attuale disavventura, è ampiamente rivelatrice della natura cinica del personaggio.
Consiglio la lettura della voce a lui dedicata da Wikipedia, dove vengono rievocate puntualmente, e con riferimenti ampiamente verificabili, le altre miserie che ne hanno caratterizzato il percorso di potere, come quando nel febbraio 2002, dichiarò in relazione all’organizzazione del tragico G8 di Genova, di avere autorizzato ad aprire il fuoco in caso di ingresso dei manifestanti nella zona rossa (per inciso la dichiarazione venne ritrattata definendola “non del tutto propria sotto il profilo giuridico e approssimativa se estrapolata dal contesto” (?).
Più comica (ma non troppo, considerando l’enorme spreco di denaro pubblico) la vicenda della tratta aerea tra Albenga (cittadina che si trova ad una trentina di chilometri da Imperia, città natale e collegio elettorale del ministro) e Fiumicino, un volo quotidiano istituito da Alitalia nel maggio 2002, quando il nostro era appunto ministro dell’interno, e immediatamente eliminata dopo le dimissioni.
Al suo rientro al governo, avvenuto un anno dopo, stavolta come ministro per l’attuazione del Programma, riapparve miracolosamente anche il volo Albenga-Fiumicino, stavolta affidato ad Air One, ma con i contributi dello Stato: un milione di euro che il governo Berlusconi aveva messo a disposizione dei collegamenti aerei con le aree più “decentrate”. Il volo Air One (non erano rari i voli per Fiumicino con 8-10 passeggeri), venne cancellato nel 2007, quando Scajola non era più al Governo.
La telenovela aviatoria è comunque ripresa ed il volo Albenga-Fiumicino è stato ripristinato in occasione del ritorno di Scajola come ministro delle attività produttive nell’ambito del quarto governo Berlusconi.
Prendiamo invece un esempio della brutale arroganza dei piccoli ras locali, che spesso passa inosservata sui grandi media, ma si moltiplica in maniera decisamente preoccupante sotto forma delle loro deliranti delibere, come quella del sindaco pdl del comune di Ospitaletto (BS), che pretendeva che i cittadini stranieri rifugiati politici presentassero un certificato penale del paese di origine, che sarebbe più o meno come se la Svizzera, per poter accogliere un ebreo in fuga dalla Germania nazista, avesse preteso un certificato rilasciato dalla Gestapo.

