Attrezzature obsolete? Pessima scusa.
by admin on May.12, 2009, under Hacking, Sicurezza, Società
Voglio commentare una notizia che avevo volutamente trascurato, e che è stata invece ripresa da Punto Informatico. La notizia riguarda una avvenuta intrusione subita da un (sotto)sistema informativo della celebre Università di Berkeley.
La conseguenza è un furto di dati dal database del centro medico, e riguardante i records di 160000 persone, 97000 dei quali contenenti codici dell’assistenza sociale. Le informazioni trafugate riguardano dati medici e i nomi dei dottori presso i quali i soggetti erano in cura e le date delle visite mediche.
Il motivo che mi spinge tuttavia a citare il fatto è la sintesi con cui PI presenta l’articolo: “Gli Stati Uniti sotto il fuoco incrociato dei cyber-criminali che minacciano archivi, atenei e traffico aereo. La colpa? Le attrezzature obsolete”.
Se è vero che, come candidamente ammesso dalla stessa istituzione accademica, “The hackers broke into the computer system Oct. 9 and were not discovered until April 9 (?), when administrators performing routine maintenance came across an ‘anomaly’ in the system and found taunting messages that had been posted three days earlier”, c’è forse da individuare responsabilità diverse dall’obsolescenza delle attrezzature informatiche.
In un contesto simile, anche l’attribuzione di responsabilità ai soliti hackers cinesi per colpa di indirizzi IP rinvenuti in qualche log è tuttosommato poco credibile.
Se è legittimo sospettare retroscena politici dietro a episodi come la botnet allestita intorno all’entourage del Dalai Lama o il furto di dati riguardanti un fantascientifico cacciabombardiere, cosa mai dovranno farsene a Pechino dei dati medici trafugati stavolta? Forse uno studio sullo stato di salute della gioventù destinata ai ruoli dirigenziali della superpotenza avversaria?
E molto più probabile che quei “Social Security numbers” vengano fatti fruttare, se già non lo hanno fatto, nel cortile di casa.

