E ridaje co’ Caio
by admin on May.25, 2009, under Società
Sono rimasto francamente deluso questa mattina dalla lettura dell’articolo di P.I. a firma di Massimo Mantellini, che sostanzialmente rimprovera al recente rapporto Caio di non aver saputo delineare le ragioni della necessità di sviluppo di una rete molto più veloce di quella attuale, che quindi non risultano per nulla chiare. E addirittura che: “Abbiamo bisogno di investire pesantemente sulla rete anche se non sappiamo bene il perché.”.
La delusione deriva dall’essermi convinto che l’autore del pezzo, che pure parte dalla presunzione di affermare che “Quasi nessuno si è invece soffermato sulla questione che sta a monte di questa necessità infrastrutturale…”, in modo piuttosto evidente, non ha letto con la necessaria attenzione il documento, che invece chiaramente afferma:
“Alcuni governi, come quello USA stanno considerando investimenti pubblici nello sviluppo della nuove rete per attivare un ciclo virtuoso investimenti, occupazione – e in prospettiva – innovazione.”.
Se ne deduce che la stessa cosa potrebbe avvenire in Italia, o in qualsiasi altro paese.
“Poiché oltre il 70% dell’investimento e’ rappresentato da opere civili sul territorio un intervento in questo settore risulterebbe rapidamente cantierabile con impatti a breve sulle economie dei territori interessati.”
Vi pare poco nel momento in cui impazza la più grave recessione del capitalismo moderno?
E poco più sotto:
“Perché proprio la banda larga:
- Perché è difficile pensare ad un’infrastruttura che abbia più impatti sulla produttività, l’innovazione, la qualificazione di un Paese, delle sue Regioni, delle sue città
- Perché diventerà una variabile chiave della competitività del territorio in grado di attrarre capitali e talenti
- Perché per costruirla si può innestare un circolo virtuoso occupazione-investimenti che può dare un contributo importante alle iniziative in senso anticiclico
- Perché troppe occasioni si sono fatte scappare nel settore dell’elettronica, dell’informatica, delle telecomunicazioni”
Non sembrano buoni motivi? Specialmente quando ci si preoccupa anche di definire alcune specificità tutte italiane, come:
“..la banda larga e’ diventata un elemento determinante per … la competitività delle imprese, in modo particolare quelle piccole e medie che grazie a questatecnologia possono usare oggi servizi un tempo solo accessibili a grandi Imprese.
Le imprese – soprattutto medie e piccole sono elemento essenziale del tessuto economico del Paese e la qualità della infrastruttura a banda larga e’ diventata di fondamentale importanza per la loro competitività”.
Già, perché le imprese, che non sono solamente quelle che, afferma Mantellini “hanno interessi opposti rispetto a quelli dei cittadini, si oppongono alla neutralità, aspirano alla creazione di servizi di rete chiusi e controllati, immaginano insomma una rete Internet certamente veloce ma che abbia un respiro proprietario”, sulla banda larga possono costruire reti virtuali fra sedi distaccate, utilizzare il VoIP, offrire servizi nuovi ai propri clienti e pretenderne dalla pubblica amministrazione.

