L’anziano signore che non capiva Internet
by admin on Jun.11, 2010, under Politica, Società
L’anziano signore col vezzo di incipriarsi come Maria Antonietta, e che fa il capo del governo, dimostra ancora una volta di non comprendere bene le dinamiche del tempo presente, non avendo proprio valutato che nell’epoca di Internet è impossibile imprigionare informazioni entro confini geografici.
L’imbonitore televisivo sa vendere un mucchio di pentole, ma non si intende di coperchi.
Colla nobile scusa di battersi per la privacy di tutti, come se l’attentato alla privacy dei comuni cittadini provenisse da improbabili intercettazioni telefoniche, e non da meccanismi panoptici molto più complessi, sta facendo approvare una legge liberticida che dovrebbe consentirgli di liberarsi del lavoro ai fianchi cui la stampa libera lo ha sempre giustamente sottoposto in occasione delle tante situazioni imbarazzanti cui ci ha da lungo tempo abituato.
Internet sarà la grande occasione per vanificare questo patetico delirio da controllo, e come ha intelligentemente osservato Peter Gomez sul Fatto Quotidiano odierno, “il Web diventerà così la nuova frontiera degli uomini liberi”.
La giurisprudenza e la tecnologia dispongono già di quanto occorre a metterlo in pratica:
Un dominio (ad esempio .org), localizzato all’estero e registrato da un cittadino non italiano non ricadrebbe sotto la legge italiana, pertanto potrebbe continuare tranquillamente a pubblicare quanto i nostri governanti non vorrebbero più farci sentire.
A questo punto testate online e blogs potrebbero semplicemente linkare le proprie pagine a quel sito remoto, aggirando il problema della pubblicazione vietata se fatta in proprio.
Al di là dell’ottimismo per la scontata fattibilità, è auspicabile tuttavia che gli aspetti tecnici diretti ed accessori di questo tipo di soluzioni vengano affrontati con adeguata professionalità, non sottovalutando il problema del trasferimento sicuro dei contenuti dal territorio italiano al sito ospitante, e dell’anonimato reciproco che deve poter essere garantito ai partecipanti, che inoltre non dovrebbero essere solo professionisti dell’informazione, ma anche cittadini comuni, visto che proprio in virtu della nuova legge, se un cittadino vedesse un amministratore o un parlamentare a cena con un boss mafioso e lo immortalasse col telefonino, rischierebbe fino ai 4 anni di carcere.

