VoIP and Hacking | Consulenza Documentazione

Lo dice Caio (e Sempronio concorda)

by admin on May.21, 2009, under Società

Il superconsulente Francesco Caio, autore del recente rapporto al Governo sullo stato della diffusione della banda larga in Italia, è intervenuto al convegno “L’Italia in rete”, indetto dal PD, proprio sull’argomento banda larga.
Il rapporto citato, qualificato come riservato, e che è tuttavia pubblicamente disponibile su Wikileaks, rappresenta chiaramente lo stato desolante dei progressi italiani nell’ammodernamento/adeguamento delle proprie strutture strategiche.

Per citare solamente un punto:
Se calcolata sulla base della popolazione telefonica allacciata a centrali abilitate, la copertura del servizio ADSL risulta superiore al 95%, eliminando le zone dove la copertura non è disponibile per problematiche tecniche o dove il servizio è solo marginale (banda minima inferiore a 1Mb) la popolazione in condizione di “digital divide” sale al 12% pari a 7,5 milioni di cittadini. Nel frattempo il piano “inerziale” di Telecom prevede una crescita solamente dell’uno per cento fino al 2012 compreso.
Fa poi un po’ impressione vedere le cifre che rappresentano l’enorme divario esistente in termini di penetrazione delle connessioni in fibra anche limitandosi al confronto con i soli paesi europei: oltre il 18% in Svezia e Repubblica Slovacca(!) contro un indice italiano del 2.7%.

Nell’ambito del congresso democratico, Francesco Caio ha espresso la propria opinione negativa all’ipotesi che la logica di mercato porti una banda larga minima a tutta la popolazione, affermando implicitamente che il problema del ‘digital divide’ va affrontato in un altro modo.
Torna quindi ad affacciarsi l’ipotesi di un opportuno intervento dello Stato per quanto riguarda le reti di nuova generazione; infatti i costi per estendere la rete a zone a bassa densità di popolazione crescono esponenzialmente al punto da essere inconcepibili in un’ottica privata di ritorno degli investimenti.
E’ sostanzialmente quanto afferma, in una nota relativa proprio al rapporto Caio, la segretaria nazionale della Fiom-Cgil, responsabile per il settore della Ict, Laura Spezia. “La Fiom ha sostenuto da sempre la necessità che la rete fissa debba ritornare sotto il controllo pubblico, anche in ragione del fatto che la sua innovazione e la sua manutenzione richiedono ingenti risorse e investimenti che Telecom, finora, non e’ stata in grado di garantire…”.

Oserei aggiungere che una sinistra moderna dovrebbe però risolversi a non considerare mai più le telecomunicazioni un comparto occupazionale come tutti gli altri, altrimenti saremo destinati ad oscillare, bloccati al palo, fra due forme clientelari diverse, con grave danno per tutti.
Una buona idea forse sarebbe quella di incoraggiare consorzi di privati ed enti locali a realizzare in proprio collegamenti wireless basati su WiMax per servire in tal modo le tante zone disagiate.

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