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WikiLeaks’ Afghanistan war logs: istruzioni per l’uso

by admin on Jul.28, 2010, under Politica, Società

Chi fosse realmente interessato ad esaminare gli oltre 90000 documenti pubblicati da WikiLeaks sulla guerra in Afghanistan, ha la possibilità di farlo usufruendo di più modalità e formati diversi:

Può ottenere ad esempio:

  • Un dump completo del sito web http://wardiary.wikileaks.org.
  • Tutti i documenti, 15 MB di dati grezzi in formato CSV (valori separati da virgole).
  • Tutti i documenti, 16 MB di dati grezzi in formato SQL
  • Tutti i documenti, nel formato KML (16 MB), utilizzabile con Google Earth per la geolocalizzazione visuale.
  • Tutti i documenti associabili alla sigla NATO (209 kB anch’essi in formato KML).
  • Tutti i documenti, ancora in formato KML, ma suddivisi per mese
  • Una preselezione, sempre in formato KLM, riguardante gli eventi con un coefficiente minimo di 1.5 (ogni evento ha un coefficiente di base di 0.5 che viene incrementato di 0.1 per ogni persona coinvolta)

Tutti i files scaricabili sono in formato compresso, decomprimibile sotto Unix/Linux tramite il programma 7zip.

Pur avendo a disposizione tale varietà di formati, l’analisi resta piuttosto impegnativa, ma è in grado di fornire velocemente dati statistici interessanti ed inequivocabili, come risulta dal grafico seguente, che evidenzia l’escalation di attacchi cosidetti IED (da Improvised Explosive Device) nel corso degli anni.

ied_per_anno

oppure da quest’altro, che mostra invece lo spaventoso incremento di vittime civili, tra morti e feriti, dovute solo a questo tipo di evento, durante lo stesso arco temporale.

vittime civili di attacchi ied per anno

A proposito di IED, c’è da osservare che buona parte degli ordigni usati contro la coalizione e classificati appunto come IED sono proprio di origine italiana, in quanto di fabbricazione italiana (ora non più: vengono fabbricate in Egitto) risultano le mine anticarro Tc6, massicciamente utilizzate a tale scopo.

mina tc6

Le Tc6 erano state fornite dagli americani ai mujaheddin afghani all’ epoca della resistenza contro l’ Armata rossa.
Centinaia di migliaia di queste mine, piazzate ovunque e senza mappatura, sono state dissotterrate dai talebani, che le hanno riciclate per gli attentati contro le truppe dell’ alleanza, usandole in serie di tre o due, a volte in abbinamento con del fertilizzante per potenziarne gli effetti.

Sono ordigni difficili da individuare e disinnescare, in quanto, non avendo componenti metallici, risultano immuni al rilevamento tramite tradizionale metal detector.

E rimangono letalmente attive per anni!

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